[TRIUMPHUS MORTIS Ia]
Quanti già ne l'età matura et acra
triumfi ornaro il glorioso colle,
quanti pregion passar per la via Sacra
sotto 'l monarca ch'al suo tempo volle
far il mondo descrivere universo,
che 'l nome di grandezza a gli altri tolle,
o sotto quel che non d'argento terso
die' bere a' suoi, ma d'un rivo sanguigno:
tutti poco o niente foran verso
quest'un ch'io parlo. E sí candido cigno
non fu già mai che non sembiasse un corvo
presso al bel viso angelico benigno.
E cosí, in atto dolcemente torvo,
l'onesta vincitrice in vèr l'occaso
seguío il lito tirren sonante e córvo.
Ove Sorga e Durenza in maggior vaso
congiungon le lor chiare e torbide acque,
la mia Academia un tempo e 'l mio Parnaso,
ivi, onde a gli occhi miei il bel lume nacque
che gli volse al bon porto, si ratenne
quella per cui ben far prima mi piacque.