Tu...

By Sergio Corazzini

Tu che mi vedi ogni mattina all'alba,

andare, come è mio fedel costume,

quando la luce è ancora incerta e scialba,

a bagnare il mio pan nel dolce fiume;

tu che mi vedi andar sporco e stramato,

che mi vedi morente di stanchezza

tu, che nell'occhio mio, imbambolato,

leggi la fame, l'odio, la tristezza;

tu che mi vedi andare per la via,

barcollando per sonno e non per vino;

tu che m'hai visto un dì, fanciulla mia

piangere il mio dolor come un bambino;

tu che stanotte, uscendo da una festa

m'hai scorto ai piedi d'un fanal, seduto;

a rosicchiare un torzo, e un poco mesta

m'hai gettato uno scudo ed un saluto;

tu che mi vedi errar solo nel mondo,

oh, non devi pensar tu folle e lieta

che io sia qualche triste vagabondo,

no, bimba mia, fui sol troppo poeta.