Tullia.

By Giovambattista Marino

A chi l'esser ti porse

l'esser togli, e la vita,

o Fera infuriata, e 'ncrudelita.

Ah fera no, ch'ancor le Tigri e l'Orse

serban vestigio di pietoso affetto;

e i tuoi stessi destrieri

(ben che superbi e fieri)

aborron pur l'abominando oggetto,

ch'a te reca diletto;

né ti compunge il petto (o meraviglia!)

pietà di donna almen, se non di figlia.