UN FOSSILE
Ecco un bue pietrificato,
che rammenta il vecchio mondo:
fuma, beve, sta sdraiato,
fa il vanesio, il vagabondo,
e si dondola e si culla
in un dolce non far nulla.
Se gli parli del Piemonte,
o di Napoli, o di Roma,
ei ti sta con una fronte
che ti pare un vero automa;
e sul conto di Radeschi
fa sbadigli arciasineschi.
Hanno voglia i deputati
di sgolarsi per se' ore!
regalando agli abbonati
la tribuna e l'oratore,
va dai sarti ciondoloni
a parlar di pantaloni.
Per avere una modista
dà la Civica, lo Stato,
il codino, il progressista,
l'arrabbiato, il moderato,
lo Statuto, il Ministero
e la Chiesa coll'Impero.
Nel diluvio universale
di proclami e di gazzette,
l'imperterrito animale
non si tuffa per un ette,
e fa vela in lontananza
in un'arca d'ignoranza.
Ma rendendogli giustizia,
se non porse mai la mano
alla nobile dovizia
del grand'alber Baconiano,
si distingue oltre il dovere
in più comodo sapere:
oltre a storia e biografia
di cantanti e ballerine,
e una certa geografia
che non passa le Cascine,
ma gli guida l'intelletto
nell'Atlante del picchetto;
senza perdere le notti,
imparò francese e inglese
su i cartelli poliglotti
che allumacano il paese,
l'aritmetica in cantina,
e la chimica in cucina.
Oh! se avesse somigliato
questo suo nipote, Adamo!
Il serpente disperato
s'impiccava al primo ramo
della pianta proibita;
e la cosa era finita.
In sostanza, il caro bove,
nella sveglia delle genti,
non si desta, non si muove
da' begli ozii sonnolenti;
come quando eran padroni
il Ciantelli e il Fossombroni.
La cagion dell'apatia
che l'ha preso di traverso,
è una mezza porcheria;
ma schermendomi col verso,
la dirò con quel pudore
che si merita il lettore.
Educato alla demenza
in un mar di pasta frolla,
dalla prima adolescenza
gli salì come una colla
di correnti priapee
alla sede dell'idee;
e il cervello immantinente
disfacendosi in quel bagno,
si sentì naturalmente
attirar verso il calcagno;
e mutata abitazione,
ne provò consolazione.