Un pastor descrive un luogo, dove la sua ninfa stava sollazzandosi
Là 've quel monte insin al cielo inalza
La frondosa di querce ispida schiena,
E par che regga il debil fianco appena
Quella d'alti dirupi orrida balza;
Là stassi Cinzia, e leggiadretta e scalza
Con l'orme del bel piè stampa l'arena,
Dove quel rio da cavernosa vena
Sbocca di grembo al monte, al piè gli balza.
Mira, o Tirsi, colà come lasciva
Or bagna il suo bel viso ed or le piante
Ne l'onda cristallina e fuggitiva.
I' giurerei che quella rupe amante
è di lei fatta, e quella fonte viva
è di pianto amoroso onda stillante.