Un pastore invita la sua ninfa alla montagna
Cinzia, colà tra quelle balze alpine
Stassi la mia capanna, opaca, ombrosa:
La difende dal ciel quercia frondosa,
E le fan mura intorno ortiche e spine.
Giace un mio giardinetto in quel confine,
Ch'ha una veste di fior varia e pomposa:
La calta, il croco, il gelsomin, la rosa
Daran fregi al tuo sen, ghirlande al crine.
Là scaturisce un'onda in grembo al monte,
Nel cui specchio potrai limpido e schietto
Mirar quanto se' bella, ornar la fronte.
Così tu stessa a' tuo' begli occhi oggetto,
Vedrai qual sia maggior, giudice il fonte,
L'ardor de le tue luci o del mio petto.