Uno scultore in morte della Figliuola.

By Giovambattista Marino

Infelice Scultor, deh che mi vale

lo studio infausto, il tragico disegno,

s'alfin con sudor tanto, e tanto ingegno,

altro non imparai che 'l proprio male?

Questo martel, questo scarpel fatale,

che già mercava al viver tuo sostegno,

conviene, o cara figlia, o caro pegno,

ch'or intagli il sepolcro al tuo mortale.

Ahi marmi, ahi ferri, ed ahi sovra Natura

crudo mio cor, cruda mia mano, e molto

più che ferr' aspro e più che marmo dura!

Ma lor felici, e me, se non m'è tolto

d'esser almeno in questa tomba oscura,

ch'oggi fabrico a te, teco sepolto.