V.
Nel mirar quegli occhi tuoi
Sì soavi al giro, al guardo,
Tirsi mio, mi struggo, ed ardo,
E ritorno a' miei sospir.
Ma più ancor mi trema il core
Di tua voce al dolce incanto
Che confusa insiem col pianto
Notte e dì mi fa languir.
Ah! perdona: il mio destino
Sì crudel che te mi rende,
Che se Amor il cor m'accende,
Pur già mai si piegherà.
A quel laccio avvinata sono,
A quel barbaro dovere
Che avvelena ogni piacere
Che ci vieta aver pietà.
Io giurai sull'ara un giorno
Fede eterna ad altro oggetto,
E giurai che un solo affetto
Io nodtrito avrei nel cor.
Nel tuo dolce, e vago aspetto
Poi m'avvenni, e sì mi piacque
Che s'estinse il primo, e nacque
Un più forte e vivo ardor.
Fra la tema ed il desìo
M'agitar gl'incerti affetti:
Cari sguardi, e molli detti
Mal sostenne la mia fe.
Io sperai trovarti un core
Non eguale al bel sembiante:
Chiesi al ciel che un incostante
Ritrovar potessi in te.
Ma fu sordo a' voti miei
Anche il cielo, e parve allora
Che un bel cor che c'innamora
Innamori il cielo ancor.
De' suoi pregi adorno ei viene
A far guerra al debol sesso,
Poi si chiama folle eccesso
Ciò ch'è premio al suo valor.
Ah! mio Tirsi, se tu m'ami,
Lascia al men ch'io viva in pace:
Lo sai pur che a quel che piace
Lieve scudo è la virtù,
Che dell'anime più belle
Volge i moti a suo talento,
Ma s'invola a un solo accento
De la calda gioventù.
Tu ben sai che un sol pensiero
Colpa atroce in me diviene,
Che il desìo del proprio bene
È delitto assai maggior;
Che se cedo, ed abbandono
Ad Amore i sensi miei,
Mi condannano gli Dei
Al rimorso, ed al terror.
Ah! mio Tirsi, se tu m'ami
Deh t'invola al pianto mio!...
Non mi dar l'estremo addio
Che soffrirlo il cor non sa.
Ma tu piangi, e tu t'arresti?
Tu miguardi, e poi sospiri?
Sempre intorno a me t'aggiri?
E non hai di me pietà?
Per che mai mi stringi al seno
Così pallido, e tremante?
Ah! crudele in questo istante
Tu divieni il mio martir.
Se una dura ingiusta legge
Non frenasse in me l'ardore,
Rivedrei quel tuo pallore
Nell'eccesso del gioir.
Ah! perdona: il mio destino
Sì crudel con te mi rende,
Che se Amore il cor m'accende
Pur già mai si piegherà.
A quel laccio avvinta sono,
A quel barbaro dovere
Che mi toglie ogni piacere
De la cara libertà.
Giusto ciel, se in due bell'alme
Desti amor, poi lo condanni,
Se ci doni il fior de gli anni
Sol per gemere e soffrir,
O gli arcani di tua voce
Chi mi svela non intende,
O se questo amor ti offende
Voglio offenderti e morir.