V
Se per eterno dono
E 'l credere e 'l voler liberi sono,
Perché da voi credenza a quel si chiede,
Cui né ragion né voglia lo concede?
Nulla opran le parole,
Perché ciò che si narra e non si vede,
Quanto maggior si pinge, non si crede.
E se direte che 'l dimostran l'opre,
Non sempre per gli effetti il cor si scopre.
Ride Annibale in bocca, e piange in core:
Gode Cesare dentro, e duolsi fuore.
Vano è dunque il cercar ch'io porga fede
A quel che non si deve né si vuole,
Se per eterno dono
Il credere e 'l voler liberi sono.