V
Uscito della mia rimboccatura,
che le tempie ricigne a mio dispetto,
vi vien, come vedete, un mio sonetto,
dolendosi di mia disaventura:
ch'essendo vecchia, affumicata, oscura
già fa più tempo in mio propio concetto
istata son di tal casa per tetto,
che degna non saria toccar le mura.
Io mi son molte volte vergognata,
agli occhi altrui veggendomi sì vile,
e da Michel più volte rimbrottata.
Talché già per uscir del vostro ovile
più di tre dita mi sono allargata,
per partirmi da fronte sì gentile.
Ma se mai viene aprile
m'aiuterà fuggirne la stagione,
s'i' non son riserrata nel cassone.