V

By Pietro Metastasio

No, perdonami, o Clori, io non intendo

Quest'ingiusta ira tua. Che dissi al fine?

Qual è la colpa mia? Dissi ch'io t'amo;

Il mio ben ti chiamai. Questo ti sembra

Un delitto sì nero? Ah, se l'amarti

Rende un cor delinquente,

Chi mai non ti mirò solo è innocente.

Trova un sol, mia bella Clori,

Che ti parli e non sospiri,

Che ti vegga e non t'adori:

E poi sdegnati con me.

Ma perché fra tanti rei

Sol con me perché t'adiri?

Ah, se amabile tu sei,

Colpa mia, crudel, non è.

Plàcati, o pastorella,

Ritorna a farti bella. Ah non sai come

Ti sfigura quell'ira! A me nol credi?

Specchiati in questa fonte. È ver? T'inganno?

Riconoscer ti puoi? quel fosco ciglio,

Quella rugosa fronte,

Quell'aria di fierezza

Non scema per metà la tua bellezza?

Vi son per vendicarti,

Vi son pure altre vie. Se il dirti: ‘Io t'amo’,

Se il chiamarti mio bene oltraggi sono,

Oltraggiami tu ancora: io ti perdono.

Sopporterò con pace

Anch'io da te... Ma tu sorridi? Oh riso

Che m'invola a me stesso!

Spècchiati, Clori mia, spècchiati adesso.

Guarda quanta bellezza

Quel riso accresce al tuo sembiante! Or pensa

Che faria la pietà! Confesso anch'io

Che d'un volto ridente è grande il vanto:

Ma un bel volto pietoso è un altro incanto.

Torna in quell'onda chiara

Solo una volta ancora,

Torna a mirarti, o cara,

Ma in atto di pietà.

Mille nel volto allora

Nuove bellezze avrai;

Più que' vezzosi rai

Sdegno non turberà.