V
Non so io quale forza che m'aiuta:
cercherò in ogni modo e ogni maniera,
sebbene mi rivesto da prostituta,
è un disonore per la mia bandiera;
ma sarò ben gentile e risoluta,
contro la monaca lotto stasera
che lei pregando vive assai felice:
sono in attesa di quanto mi dice.
Se noi portiamo il mondo alla radice
ha tanti falli, ha ben tanti peccati,
però di prostituta se si dice
mi sembrano davvero imperdonati;
vivrà la suora molto più felice,
la suora ha dei propositi basati,
la suora è casta ed è devota e pia,
è la vera seguace di Maria.
Mi rinchiuse in convento mamma mia,
mi voleva assai pura dagl'inganni
e alla preghiera allora presi il via
un triste giorno, ohmè, dei sedici anni;
venni chiamata in una sacrestia
e lì subii quei miei primi affanni:
non dico il nome, ma già vi persuada,
da quel momento è che batto la strada.
Ma questo altrove a raccontar si vada!
Nella contemplazione del Signore
noi potremo trovar migliore strada,
all'opposto cadeste nell'errore:
una triste libidine ti aggrada,
hai l'inferno nell'anima e nel cuore,
il buon senso ti osserva e fugge via,
siei la disperazion di casa mia.
Certo è verità, non è bugia,
ma fai la somma e farlo il resultato,
se da vent'anni data ebbi la via
domandati chi mi ci ebbe portato;
non ci ho mo' di pregar Gesù e Maria.
ero un fiore innocente e delicato,
e anche te se non starai attenta
dentro il convento qualchedun ti tenta.
L'anima che del Cielo si rammenta,
questo contempla da mattina a sera;
questa contemplazion la fa contenta,
la richiama nell'ora di preghiera;
mentre chi il vizio come te frequenta
pensa di veder sempre primavera,
si abbassa fino al punto che degrada
ad offrirsi ai passanti della strada.
Lo so, è un mestier che 'un aggrada,
certo davvero nun farò progresso:
almen conviene che ti persuada,
ragiona meglio come fu successo;
oggi un relitto so' in mezzo alla strada
e senza compassione al tempo stesso,
voi avete chiuse imposte, nulla si vede,
non si sa cosa dentro vi succede.
Sempre domina noi la Santa Fede,
sempre ricerca il bene e fugge il male;
cos'é la suora, cara mia, si vede,
basta entrare un pochin nell'ospedale:
a il moribondo là tutto provvede,
l'anima di colui pregando sale
verso il trono di Dio, ch'è il Bono eterno.
e tu siei ciondolona nell'Inferno.
Io faccio il mio mestiere e mi governo,
presa a il momento forse del bisogno,
e a volte anche il rimorso sento interno
e spesse volte abbasso l'occhi e sogno:
sarò cascata al Pelago, all'Inferno
ma rifarmi una vita bramo e agogno;
tu andeste all'ospedale ben convinta,
ci andeste sana e risortiste incinta.
Donna da marciapié bugiarda e finta,
infine mi fai poca maraviglia:
anche la mamma tua mi fu dipinta
e dirò che di lei siei degna figlia;
da te su il precipizio ti siei spinta
ma torna indietro e un'altra strada piglia:
è sempre pronto a perdonare Iddio
e a il tempo stesso ti perdono anch'io.
Dunque mi assolvi qui dal fatto mio,
però tu m'hai destato meraviglia:
abbandonata ero nell'oblio,
andesti a ricercar la mia famiglia;
diranno in tale mano avesse Dio,
allora tu lo vuoi il parapiglia:
la monaca di Monza e la Pagliuca,
con quelle dimmi il mondo come induca.
Questa prostituzione si riduca!
Lascia andare la suora manzoniana,
il buon senso all'opposto ti conduca,
nutriti invece di coscienza sana;
l'alma dei Santi a meditar ti induca,
non alzare così la tua sottana,
sul domani riflettere bisogna
e siei pien di rossore e di vergogna.
Se lo negassi sarei una carogna,
ormai son prostituta di mestiere
che al domani gioioso sempre sogna,
di base questa debbo mantenere;
e sempre pronta ad ogni mia bisogna
vestiti in nero passano le schiere,
e qualche prete ha susurato in viso
« fatti baciar, ti dono il paradiso ».
Parli a me con un senso mal deciso,
questo è tutto veleno che tu sputi,
ma come puoi parlar di Paradiso
se per salirci un giorno non ti aiuti?
È la vergogna che ti brucia il viso,
tutti i punti migliori li hai perduti:
su qualunque peccato ci si chiassa
ma la prostituzione è la più bassa.
Se al convento mettessero una tassa
e l'erario facesse un intervento,
si potrebbe sonare una grancassa,
ché come me cinquanta c'è per cento;
e credereste di pigliarla grassa,
certo non vi faranno un monumento:
mentre a lor gli prende certa voglia
una si veste e dieci se ne spoglia.
Albero resterai senza una foglia,
povera prostituta, ti compiango
e di piangere quasi sento voglia,
ma non vorrei vederti in tanto fango;
chi fa la strada che fai te si imbroglia,
se un pochettino a ripensar rimango,
domani che sarà sulla tua tomba?
Tu sentirai del diavolo la tromba.
Io mi auguro che presto non soccomba,
vo' farli dei palazzi e delle ville
e prima poi di giungere alla tomba,
capace a ritrovar qualche imbecille;
son pronta a far sonarla la mia tromba,
ancor son giovane, farò scintille:
intanto vo tre mesi a Viareggio,
vedrai del tuo convento non sto peggio.
Vedi quanta divina luce albeggio!
Ma non ripensi a tante scuole, asilo
per educarci ed evitare il peggio,
e le suore ci sono sempre a filo!
Come te non mi perdo e non vaneggio,
basta appena guardarti di profilo:
carne sfruttata, rifiutata e guasta,
e poi siei prostituta e questo basta.
Ma anch'io provengo da la stessa casta,
potessi ragionar quant'ho da dire
forse il parlar m'è troppo, un po' si guasta,
quel che saprei non te lo voglio dire;
di soldi ormai n'ho fatti una catasta,
alle mie colpe è che dovrò le lire,
alli 'stituti darò il portafoglio
però i frati ed ei preti 'un ce li voglio.
Bugiardo è questo tuo sfrenato orgoglio!
Il piacer della vita dura poco,
se di Satana un giorno varchi il soglio
sentirai quant'è triste il gelo e il fuoco;
il Cielo tutto contempla' lo voglio,
mi conquistò bambina a poco a poco:
mi par d'esserci proprio quasi in mezzo
e tu resta nel fango e nel disprezzo.
Ormai son fiore abituato e avvezzo,
non provo, credi, alcuno pentimento,
mi piace l'uomo, vedi, lo accarezzo,
lo vedo assai vivace e ben contento;
e faccio questa vita ormai da un pezzo
ma, quando fermo, giunto gli è il momento:
nun ci ho bisogno metterti un avviso
perché in terra lo vivo il paradiso.
Tu siei là sulla terra un fior reciso.
E tu fedele nella tua preghiera.
Come il buon senso, non ti avvedi, hai ucciso!
E il Paradiso sempre sogna e spera!
Soltanto un come te ti guarda il viso.
Non sono finta, ho un'anima sincera.
L'amore che commerci, tiriam via,
è una roba da bassa mercanzia.
Così chiudiamo questa porcheria.
E pensiamo un momento alla morale.
Dovei sostener la parte mia.
Cerchiamo il bene ed evitiamo il male.
Agurando per tutti che ci sia.
Abbiam cura dell'italo stivale!
E al mal costume è che si muova guerra
ma un paradiso è che si faccia in terra.
Chi crede in questo indubbiamente erra.
Orvia, 'un giochiamo più alle false scene.
Paradiso non c'è su questa terra.
Ma c'è anche il modo poi di star più bene.
L'uomo sempre, da sé, con sé sta in guerra.
Della paur tagliamo le catene.
Condannar ciò che merita conviene,
torniamo entrambi sulla via del bene.