V
Signor, la virtù vostra e 'l gran valore
e l'eloquenzia fu di tal potere,
che d'altrui man m'ha liberato il core;
il qual di breve spero ancor vedere
collocato entro 'l vostro gentil petto,
e regnar quivi, e far vostro volere.
Quel ch'amai più, più mi torna in dispetto,
né stimo più beltà caduca e frale,
e mi pento, ché già. n'ebbi diletto.
Misera me, ch'amai ombra mortale,
ch'anzi doveva odiar, e voi amare,
pien di virtù infinita ed immortale!
Tanto numer non ha di rena il mare,
quante volte di ciò piango: ch'amando
fral beltà, virtù eterna ebbi a sprezzare.
Il mio fallo confesso sospirando,
e vi prometto e giuro da dovero
mandar per la virtù la beltà in bando.
Per la vostra virtù languisco e pèro,
disciolto 'l cor da quell'empia catena,
onde mi avolse il dio picciolo arciero:
già. segui' 'l senso, or la ragion mi mena.