V
Lumi del ciel che fate invidia al sole,
d’ogni più chiaro stil primo soggetto,
la cui viva sembianza in mezzo il petto
l’alma, qual idol suo, contempla e cole;
mentre fra queste valli ombrose e sole
mi ten lunge da voi sdegno e sospetto,
deh, siate a’ penser miei porto e ricetto
finché morte m’aggiunga e mi console!
Perché sì dolce e cara compagnia
apporterà lontan conforto e pace
al cor, che vive di sospiri e pianto.
Occhi, d’Amor vittoriosa face,
se pur il ciel degna d’alzarmi a tanto,
a veder voi vicin, dunque, che fia?