V
Col sacro Appollo in su' più alti acumi,
dov'è il bel fonte d'Elicona aprico,
ha tratto versi uom delle Muse amico
da gran poeti e da compor volumi.
I' sono Icaro e tu Dedal me 'mpiumi,
ami Callïopè, converso in Pico;
oh cicada cantante al sol, nimico
di tanti chiari laureati numi!
Giove ringrazio, ché nelle sant'acque
di Penneo fusti mia lustrante scorte,
com'Ercol di Teseo, se Stige invita.
Tuo splendor, tuo virtù già mai non tacque,
ma di nostro idïoma è vero essempre,
alma che con gl'iddii è sempre unita.