V

By Bernardo di Piero Cambini

Groria è nel cielo a Dio di tua milizia

e pace in terra agli uomini benigni,

che vivon con ragione e con giustizia.

E ciel di te a te mostran chiar segni

che, se trïunfi al mondo ti si serba,

nello Impirio è loco infra i più degni.

Galde ogni gerarchia, ma la superba

setta, che ruinò dal sommo al basso,

latrando mugghia per la doglia acerba,

perché tu farai ire a dritto passo,

col ministrar giustizia, chi falliva,

precipitando all'etterno fracasso.

Morta era ogni virtù, or sarà viva,

perché tu luce lucerai fra quelli,

che la nebbia e le tenebre copriva.

E miseri orfanetti poverelli

e le vedove meste afaticate,

che con gli occhi facien mille rucelli,

da te saranno sempre aümentate,

porgendo aiuto a' semplici pupilli,

ché le lor facultà non sien predate.

Certo è che 'n questo popol par che stilli

il fonte di speranza, per la fede

c'han visto in te, onde ne son tranquilli.

Questo si palpa, si conosce e vede,

che dal barbero censo liberasti

la patria tua, ch'oggi in alto ne siede.

Quante volte lo stato riformasti,

che, s'el non fosse, noi sarien somersi,

e fine hai posto a' publici contasti!

Distirpato hai congiurie, uomin traversi,

nimico agl'imitanti Catellina,

che per lor colpe son pel mondo spersi.

Tu hai sempre salvato da ruina

questo florido nido, che sormonta

per la tua diligenzia e disciplina.

La gita tua, di tanto animo pronta

che la vita mettesti a ripentaglio,

ch'a Roma ancor con stupore si conta,

da incendio, da fame e da travaglio

salvato ci ha, e da funesta guerra,

ch'ogni città era arco e noi berzaglio;

e con l'ordine tuo, che mai non erra,

dibarbicasti la mala radice

del Vitellesco, ch'arrossì la terra.

Fiorenza mia, ben ti puoi dir felice

per questa luce che ti dà splendore,

sì che fra l'altre se' sola fenice.

Dunque, magni e plebei, rendete onore

al novel cavalier, se 'l vero impetro,

che farà sì fiorire il nostro fiore,

che merterà e la palla e lo scetro.