V

By Carlo de' Medici

I' veggio nella mente mia inserte

l'efige del mio ben, sì come equale

già mai la vedessi; e pur le mortale

membra sue belle in terra son coperte.

I' la riveggio, ed ella con isperte

parole sue liete: «Vedi queste ale

da su salire alla vita immortale?

Giù le sperai e su le truovo certe;

perché ben fùr volte mi' opre a Dio,

mentre ch'i' vissi giù con teco insieme,

or le früisco, com'è suo volere.

Solo lasciarti e 'l tuo lagrimar pio

molesti assai mi fùr, ma pur la speme

su m'inclinava al mio Fattor vedere».