V

By Domenico da Prato

Ne' novelli anni della dolce etade

privi la nostra vita,

la qual da morte è fatta sbigottita.

Amore, omai di Pietà gli occhi, desta

e procura di noi, a gran martiri.

Come Fortuna al fondo ci molesta!

Priega che quella rota più non giri,

sì che i gravi sospiri

tornino in canto alla tua maestade!

Ne' novelli anni della dolce etade

privi la nostra vita,

la qual da morte è fatta sbigottita.

Se questo per noi fai, le triste piaghe

medicate seran, donna piatosa,

concedendoci poi le donne vaghe,

che, innamorate, ciascun' è bramosa;

mostrasi vergognosa,

Per mantener con l'onore amistade.

Ne' novelli anni della dolce etade

privi la nostra vita,

la qual da morte è fatta sbigottita.

Noi sappiam ben che donna innamorata

timida sta, perché a nullo si scopra;

nulla dimostra per star più celata,

ma a queste tali, Amor, tu' ingegno adopra;

mostragli come copra

dello amante il voler con sua onestade.

Ne' novelli anni della dolce etade

privi la nostra vita,

la qual da morte è fatta sbigottita.