V
Ne' novelli anni della dolce etade
privi la nostra vita,
la qual da morte è fatta sbigottita.
Amore, omai di Pietà gli occhi, desta
e procura di noi, a gran martiri.
Come Fortuna al fondo ci molesta!
Priega che quella rota più non giri,
sì che i gravi sospiri
tornino in canto alla tua maestade!
Ne' novelli anni della dolce etade
privi la nostra vita,
la qual da morte è fatta sbigottita.
Se questo per noi fai, le triste piaghe
medicate seran, donna piatosa,
concedendoci poi le donne vaghe,
che, innamorate, ciascun' è bramosa;
mostrasi vergognosa,
Per mantener con l'onore amistade.
Ne' novelli anni della dolce etade
privi la nostra vita,
la qual da morte è fatta sbigottita.
Noi sappiam ben che donna innamorata
timida sta, perché a nullo si scopra;
nulla dimostra per star più celata,
ma a queste tali, Amor, tu' ingegno adopra;
mostragli come copra
dello amante il voler con sua onestade.
Ne' novelli anni della dolce etade
privi la nostra vita,
la qual da morte è fatta sbigottita.