V

By Francesco Bolognetti

Conte quattro dì son, del mio giardino

lungo la loggia grande passeggiando

mi ragionaste, e vosco era il Bianchino,

con ragioni efficaci ambo cercando

pur di mostrarmi, ch'io devea le liti

lasciar del tutto e dar lor sempre bando,

e che Aldrovandi e Ghisilieri uniti

voleano uscirne affatto e lor dolea

che non ne fosser fin da prima usciti,

e che accettar ciascun d'essi volea

quell'istesso partito, ch'io proposi

cinqu'anni son, c'honesto lor parea.

Udito il parlar vostro io mi disposi

per non trattarsi d'interesse mio

di voler tempo, ond'io così risposi.

Non vi posso risolver prima ch'io

del pupillo non parlo co i parenti,

che n'ho da render conto in prima a Dio.

Poi far voglio il medesmo anco a le genti

del mondo, e voi di tal conclusione

vi mostraste partir da me contenti.

Dunque havendone già quelle persone,

che d'huopo mi parea fatte capaci,

vi mando in scritto la mia intentione.

Sen volan le parole e son fallaci,

né si posson toccar, ma la scrittura

si tocca e parla se tu dormi e taci.

Un musico già fu, che di natura

allegro, spesso de la terra usciva,

pigliandosi piacer de la verdura.

E intento un dì del mar sopra la riva

a Philomena, che tra rami e fronde

sì dolcemente lamentar s'udiva,

pesce in copia scherzar vide per l'onde,

c'havendo fatte il sol tepide l'acque,

da le parti ascendean cave, e profonde.

Tal cosa in guisa al buon musico piacque

che fisso a risguardar parea di pietra,

e gran desio di prenderne gli nacque.

Onde subito in man tolse la cetra,

ch'ogni stormento suo solea sovente

portarsi al fianco a guisa di pharetra.

E si diede a sonar sì dolcemente

che fatto havria tornar verso le fonti

qual più veloce e rapido torrente.

Potea l'aura fermar movendo i monti,

far mansueta ogni selvaggia fera,

gli augei rendendo ad ascoltarlo pronti.

E ciò facea che al semplicetto s'era

ferma credenza impressa in mezo il petto

di prender di quel pesce in tal maniera.

Ma visto al fin non riuscir l'effetto

conforme col pensier, stava in timore

che nascesse da lui tutto il difetto.

Onde hor l'alto, hora il basso, hora il tenore

toccando e congiungendo il suon col canto,

facea concento e harmonia maggiore.

Ma non poteo mai far quel però tanto,

variando hora il grave, hora l'acuto,

che di prenderne un sol si desse vanto.

Da quella speme sua dunque caduto,

vedendo vane riuscir l'imprese,

e chiaro l'error suo già conosciuto.

Una gran rete in mar tosto distese,

poscia pian piano a se tirolla e tutti

quei pesci, colmo di letitia, prese.

I quai sul lito subito ridutti

cominciorno a saltar, sendo lor tolto

il nuoto e stando in su l'arena asciutti.

“Fratelli”, disse il musico a quei volto,

“non è più tempo da saltar, perc'hora

non suono e l'arco è ne la tasca involto;

da ballar, da saltar tempo era alhora,

ch'io facea con la cetra varii suoni,

per trarvi a me del cavo gorgo fuora,

hor vi ho colti a la rete, hor vi ho prigioni”.

Così a voi dico anchora, o Signor Conte,

che la signoria vostra mi perdoni,

quel musico son'io, c'hebbi sì pronte

le voglie di pigliar del pesce e questo

desio mi si scorgea scolpito in fronte.

Tra gli altri a voi l'ho fatto manifesto

già son cinqu'anni mille volte in vano,

temendo assai non esservi molesto.

Quanto fui poco di giudicio sano

credendo o Conte di pigliar del pesce

col torre hor l'arpa e hor la cetra in mano.

Quante volte vi dissi e non m'incresce,

che il Cavalier feria col capo il muro,

perché ogni hor con l'entrata il lusso cresce,

e che al fin gli saria tolto al sicuro

questo possesso, perché a dirvi il vero,

l'osso era troppo da i suoi denti duro,

e che saria sforzato il Cavaliero

metter del proprio per l'appellativo,

smembrando il suo, c'hor non gli basta intero,

e ch'uso a starsi in sì perenne rivo,

stando in secco faria gli heredi suoi

poveri affatto e se stesso anchor vivo.

Questo il mio suon, questo il mio canto e voi

Conte mio senza ch'altri ve lo dica

ben lo sapete, come il sappiam noi.

E tutto un'anno intero tal fatica

durai suonando, ch'io rimasi afflitto,

procedendo con voi sempre a l'antica.

Ma visto questo suon non far profitto

di tor la rete mi risolsi e tosto

la mia petition produssi in scritto.

E sì mi trovo il tutto haver disposto,

che due sentenze a mio favor son date,

né da la terza sono anchor discosto.

Queste belle parole adunque usate

da voi son fuor di tempo e proprio sono

balli di pesci asciutti, hor non ballate

Conte, c'hor più non canto e più non suono.