Venere assisa in una conca di Bernardo Castello.

By Giovambattista Marino

Oh come in vaga conca

siede lieta e vezzosa

la bella Dea che 'nsanguinò la rosa!

La tua mercè, CASTELLO, io la vagheggio

senza alcun'ombra, o velo

più bella in mar, che 'n Cielo,

anzi fatta immortale anco la veggio

più ne la tela tua,

che ne la sfera sua.