Versi composti dal saggio principe Jehudah Abarbanel,figlio del principe esiliat...

By Judah Leon Abravanel

- È in mio potere di render padroni gli amanti del bene

di cognizioni pari a pilastri angolari tagliati nella roccia:

erano per i saggi nel cuore delle difficoltá, in mezzo agli affanni,

e precluse per l'angustia delle parole;

e per opera mia diventarono aperte,

purificate, illustrate ed ampliate.

Tu che cerchi scienza, poni la tua attenzione sopra di me:

studia, e acquisterai vantaggi grandi.

Contempla le stupende sentenze de' tuoi saggi,

tutte ben connesse e unite tra loro.

Per mezzo mio tutto ciò che è sbarrato da difficoltá tu aprirai,

scioglierai legami di giogo e vincoli.

Soavi sono le mie interpretazioni e le mie parole:

sono assise sul sodo e stanno erette.

Vino conservato nella sua uva è in me,

e col suo splendido frutto il ramo del mirtillo.

Gemme scintillanti in mezzo a pozzi resi asciutti

sono in me a migliaia e a miriadi.

Vita e grazia sono in me, e tutte le proprietá

eccellenti bene ordinate e annotate.

Attingi ora, amico mio, la fresca acqua della mia dottrina

per la tua sete nell'arido deserto.

Veracemente io sono opera dell'uomo insigne,

il cui spirito apre i cuori piú chiusi, -

un commentario di Isacco, discendente di Jehudah, nato

dal figlio di Dio, figlio di Isciai, lume delle pupille,

capo di tutti i discendenti di Eber: in lui Dio pose

la grande Legge in una con la purezza dei Padri.

Fra la moltitudine de' suoi libri egli mi compose,

perfetto in questioni e in soluzioni.

Luce dell'Occidente, splendeva da Sepharad:

lo splendore de' suoi lumi era luce senza nuvole.

Il Dio vivente nel cuore di lui ripose i fondamenti della sapienza,

il segreto della fine e dell'origine e dei carri.

Con lo studiare nel capitolo dei Padri tutto

il sapere, in forma speculativa e con alto godimento,

fece passare in ereditá l'onore dei Padri ai figli:

e per questo mi pose nome "L'ereditá dei Padri".