VERSI SCRITTI IN UN GIORNO BUIO

By Emilio Praga

S'anco accoglier dovesse indifferente

un sorriso o una celia il verso mio,

(giacché sta tra il passato ed il presente

o il disdegno o l'oblio),

voli il mio verso, Arrigo, ai versi tuoi!

S'amin tra loro almen, se più non m'ami;

se m'ami ancor, parlino insiem di noi

come tu meglio brami.

Qui vendemmian. Bei giorni, allegre notti.

Tripudiano le valli e le pendici;

si arrotondan nel gaudio, al par di botti,

mille pancie felici.

Son più i villici assai che i gelsi e i rovi,

curvi dell'uva al glorioso acquisto;

sicché pei colli un angolo non trovi

dove cacar non visto.

E sotto a tanto azzurro e a tanto verde

(Dio! come i canti miei rammento mesto!)

guardo alla vita grama che si perde,

agli altri e a me molesto!

Veggo tutto attraverso a un velo bruno,

e scote appena la mia mente lassa

la forosetta dall'anche di Giuno

che mi sorride e passa.

La sua lieta canzon va via con lei,

e un lamento ne fan le lontananze...

Quante, oh! quante così gioie io perdei

di sogni e di speranze!

Unico, Arrigo, a me resti conforto

un cor d'amico, una pietosa fronte

che mi sorrida!... e crederò che morto

non m'ebbe ancor Caronte!

Te già non colse la terribil fronda

che uccide il canto, il riso e le carole:

e splende ancor sulla tua testa bionda

un bel raggio di sole.

E mentre io cerco a questa etica Musa

che mi apparve matrona ed era ganza,

che il poema promise, ed or ricusa

perfino una romanza,

alcun nobile accento, un'armonia

che rimi a quelle che ti piacquer tanto;

mentre mi sdraio nell'inedia mia

senz'ira e senza pianto;

tu vivi e pensi e lotti e ardisci e speri,

e, gagliardo, rammenti altri gagliardi

che non dissero al Dio: “Mancasti ieri...

quest'oggi è troppo tardi!”.

Oh! te lo invoco, o fratello, o poeta,

onnipotente te lo invoco il Dio!

Ché ai dì felici, per guidarti a meta

ben ti avrei dato il mio!

Mi è fuggito e a te giunge. Io, da lontano,

nella crescente mia ombra perduto,

quando, plaudendo, ti diran sovrano

del tuo duplice liuto,

esulterò come un eletto, e ai lieti

dì ripensando della nostra speme,

griderò: benedetti i due poeti,

s'anco non giunti insieme!