VI. PER UNA SOLENNE MASCHERATA RAPPRESENTANTE UN TRIONFO ESEGUITA DA ALCUNI NOBI...

By Vincenzo Monti

Quando coi lauri su la fronte invitta

La bellicosa gioventù di Roma

Traeva d'Asia e d'Affrica sconfitta

L'alta superbia incatenata e doma;

Correan ad annunciar trombe guerriere

Il terror delle genti e la ruina,

E cariche di lance e di bandiere

Gemean le rote su la via latina.

Qui d'Afri di Numidi e di Geloni

Le vinte schiere al giogo eran condotte:

Ivi il Nilo e l'Eufrate andar prigioni

Facean vedersi colle corna rotte.

E giù dai palchi alteramente belle

Godean largo gittar nembo di fiori

Innamorate tenere donzelle,

Quasi un guardo chiedendo ai vincitori.

Or che torna dall'Indo e in questi lidi

Di Semele il figliuol lieto s'aggira,

E alzando intorno d'allegrezza i gridi

I suoi furori ad ogni petto inspira;

Vedi là d'Eridàn gl'incliti figli,

Che caldi il sen d'un generoso orgoglio,

Cupidi de' guerreschi aspri perigli,

Van le glorie a imitar del Campidoglio?

Misto fragor di timpani e trombetti

Rumoreggiando per l'immensa calca

S'appressa: e il fior de' cavalieri eletti

Su focosi destrieri alto cavalca.

Ecco di genti soggiogate e dome,

Che fremean dell'Oronte in su la riva,

Carca di ferro ed ispida le chiome

La terribil cervice andar cattiva.

Orrido ingombro alle stridenti carra

Fan sciable e lance affumicate e brune

E rotti avanzi di nemica sbarra

Che stan confusi fra turbanti e lune.

Veggo sublimi tremolar le code

De' barbari Bassà spiegate al vento:

E le dita il crudel Trace si rode

Mentre obliquo le guata e turbolento.

Qua colle braccia mozze e sanguinose

Senti chieder pietà corpi feriti;

Là miri il pianto dell'odrisie spose

Già vedove d'amanti e di mariti.

Sì triste oggetto intenerisce ed ange

Alle donzelle spettatrici il core:

E intanto a chi per lor sospira e piange

Si fa pompa d'orgoglio e di rigore.

Dunque a farvi con noi dolci e pietose

Non bastano d'amor le piaghe acerbe!

Voi sareste più belle e più vezzose,

Se ancor foste men crude e men superbe.

Questo si lasci detestato vanto

Ai Tartari feroci agli Affricani:

Noi li trarremo per le vie frattanto

Incatenati e piedi e collo e mani.

Deh con sì fausti fortunati auspici

Dell'avito valor cresca la gloria,

E di giorni sì lieti e sì felici

Piaccia a Pindo eternar l'alta memoria.