VI
Invittissimo prencipe, signore
magnanimo, costante e glorïoso
milite sopr'ogni altro e grazïoso,
o qual Cesare fu perdonatore,
oh quanto è amirando tuo valore,
che di sì ria fortuna ogni maroso
ti sia approdato in porto di riposo,
possendo a chi fallì mostrar suo errore!
Le signorie, o Duca, come sai
meglio ch'alcun, s'ottengon colla spada;
poi, acquistate, l'essalta iustizia.
S'esta virtù suprema abraccerai,
qual se' usato, t'aprirai la strada
onde avrai laude in terra e 'n ciel letizia.