VI

By Luigi Da Porto

Quelle lagrime amare e quei sospiri,

Che rompendo rigar vidi un bel petto,

Mi rendon questa vita a tal dispetto,

Che il viver più più doppia i miei martiri.

Occhi leggiadri, ai cui cortesi giri

Vissi colmo di gioia e di diletto,

Quando fia mai che 'l sen, d'amor ricetto,

Vegga tranquillo, e voi rasciutti miri?

Ben fôra tempo omai ch'a l'aspra pioggia

Del vostro pianto e de' sospiri al vento

Donasse la Fortuna un fin sereno;

Ma io nol spero, e crescere in tal foggia

Cagione al sospirar e pianger sento,

Che forza è ch'anzi tempo io venga meno.