VI.

By Luigi Tansillo

L'orribil notte, che le rose asperse

Fur del bel volto tuo d'eterno gelo,

E la bell'alma si spogliò il bel velo,

Onde tre lustri a pena si coperse,

L'armonia, Delia, in pianto si converse,

Ch'arder fea il mondo d'onorato zelo,

Coprì di nubi i suoi tanti occhi il cielo,

Che i tuoi veder già spenti non sofferse.

Le Ninfe di Sebeto, e di Nereo

Velate il crin di pino, e di cipresso,

Pianser l'indegno fato acerbo, e reo.

E tu, dapoi che 'l mondo ti perdeo,

Rallegri i campi elisii, e teco hai spesso

Da l'un lato Anfion, da l'altro Orfeo.