VI

By Ottavante Barducci

Pensier, ch'a consigliar te stesso avesti

troppi pungenti sproni al debil morso,

non conoscendo el disperato corso,

pel quale oggi correndo non t'arresti,

rimembrar ti dovea che tu beesti,

per sorta di fortuna, l'amar sorso;

ben prendesti la scorza sanza 'l torso,

quando in sorta del mar tu ti mettesti;

perché, sappiendo ben che in ogni caso

sempre t'era Fortuna stata aversa

e da ogni piacer t'avea raso,

tu non dovevi mai creder che persa

o tolta avessi giù l'ira dal naso,

po' che sì larga ver te l'avea immersa.

Pur, da poi che suo sferza

t'ha dato e dà sì aspre discipline,

ch'elle ti sien sempiterne dottrine!