VI

By Camillo Scroffa

Camillo mio, plenissimo inventario

d'ogni egregia et notabil pulchritudine,

deh, non mi dar cotanta amaritudine

non venendo al mio ludo litterario;

deh, vien, se non per altro almen precario,

ch'io poi per non usarti ingratitudine

teco sarò l'istessa mansuetudine

et crearotti mio cubiculario.

Io ti do la mia fede inviolabile,

benché a questo obsti il mio costume vetere,

di non ti far mai recitar il venere

et di lasciarti, senza venia petere,

ir sempre a spasso. Ohimè, che s'exorabile

non sei mi sento convertir in cenere.