VI

By Giovan Battista Nicolucci

Altra luce non ho che i lumi cari

con che voi, Donna, fate

ch'io il meglio del miglior discerna e impari.

Da divina beltate

vengon quei lumi chiari

senza cui non potrei

sguardi girar se non turbati e rei,

anzi, essendomi avari

de la grazia di lor, cieco sarei;

non veggo io, no; vostri son gli occhi miei.

L'angelica armonia, che da le rote

de le parole v'esce,

mi tien d'ogn'altro suon l'orecchie vote,

e con tal forza cresce

che i pensier mi percuote

in guisa ch'io ritengo

la rimembranza sua, che mai non spengo,

e, sentendo altrui note,

per ben sentirle a voi sola ne vengo;

non odo io, no; vostro è l'udir ch'io tengo.

Mi detta il cor quanto ho da voi compreso,

poiché di voi m'avete

col riguardar e ragionar sì acceso

che solo quel che sete

quel da me vien inteso,

né cosa alcuna fia

ch'atta a farmi piegar la lingua sia,

la qual da l'alto impreso

fermo concetto mai non si desvia;

non parlo, io no; vostra è la voce mia.

Però se da voi nasce

ciò ch'io veggo, odo, e parlo, e prima e poi,

s'io vi dispiaccio voi non piace a voi.