VI

By Giovanni Berchet

Va per la selva bruna

solingo il trovator

domato dal rigor

della fortuna.

La faccia sua sì bella

la disfiorò il dolor;

la voce del cantor

non è più quella.

Ardea nel suo segreto;

e i voti, i lai, l´ardor

alla canzon d´amor

fidò indiscreto.

Dal talamo inaccesso

udillo il suo signor:

l´improvido cantor

tradì se stesso.

Pei dì del giovinetto

tremò alla donna il cor,

ignara fino allor

di tanto affetto.

E supplice al geloso,

ne contenea il furor:

bella del proprio onor

piacque allo sposo.

Rise l´ingenua. Blando

l´accarezzò il signor;

ma il giovin trovator

cacciato è in bando.

De´ cari occhi fatali

più non vedrà il fulgor,

non berrà più da lor

l´obblio de´ mali.

Varcò quegli atri muto

ch´ei rallegrava ognor

con gl´inni del valor,

col suo liuto.

Scese, varcò le porte;

stette, guardolle ancor:

e gli scoppiava il cor

come per morte.

Venne alla selva bruna:

quivi erra il trovator,

fuggendo ogni chiaror

fuor che la luna.

La guancia sua sì bella,

più non somiglia un fior;

la voce del cantor

non è più quella.