VI.
Ho gusto ancor di vivere
In compagnìa ridente
Che scherzi follemente
In compagnìa d'Amor.
Olà fanciulle tenere
Sedetevi al mio fianco:
È ver che il crine ho bianco,
Ma non ho vecchio il cor.
Vedete? Ecco la cetera
Del vecchio Anacreonte:
Io ne fo scudo all'onte
De la fugace età.
Ei me la die', dicendomi:
Tienti quest'arme a lato;
Né paventar del fato
Che incontro ti verrà.
Quì dell'amabil Venere
Son le colombe avvezze
A tesser le carezze
Col rostro porporin;
E se talor mi picchiano
O il crine o il sen per gioco,
Tosto di giovin foco
Crepita il seno e il crin.