«Vigilavano le stelle»

By Sergio Corazzini

Vigilavano le stelle

le tre vecchie sorelle

morte, ne le tre celle.

Erano chiuse le porte,

e dietro la porta c'era

una piccola bara nera

un odore antico d'incenso

e tutte le povere cose

e forse ancora le rose

dell'ultima primavera.

La Morte veniva leggiera,

soave, chiudeva le stanche

pupille, veniva ogni sera

quasi, e trovava le mute

sorelle sopravissute

raccolte, più vecchie, più bianche,

intorno alla piccola bara

dell'ultima morta a pregare, così

passa e ripassa il crudele

spegnitoio su le candele

cristiane de l'altare.

Ma la Morte aveva fretta.

Non erano chiuse le porte

di tutte le celle? Non c'era

un grande silenzio nell'aria?

Nella cappella solitaria

perché non veniva accesa

la piccola lampa sospesa

davanti all'Agnello confitto

in croce? — la Morte si chiese —

come non se ne vedeva,

l'enorme cuore trafitto?

Le tre suore dimenticate,

erano molto malate?

Stavano in agonia:

ecco perché nella via

non si udiva quella sera

la nota soave preghiera

ecco perché nella chiesa

la lampada non era accesa.

Ma la Morte comprese e accorse.

E vide distese sul letto

con un coltello nel petto

le tre suore agonizzanti

e vide le celle diserte,

tutti i vetri infranti

tutte le porte aperte;

e nell'ombra vide, forse

le vecchie monache morte

di consunzione

uscir da le bare corrose

e fare corone

e fare ghirlande di rose

al lume de le stelle

per le tre sorelle

distese sul letto

con un coltello nel petto.