VII
Non quel che 'l vulgo cieco ama et adora,
l'oro e le gemme e i preziosi fregi,
signor mio buon, ma i tuoi costumi egregi,
e la virtù che Italia tutta onora,
legata han l'alma sì, che ad ora ad ora
vèr te sospira, e i rari alti tuoi pregi
fra sé volgendo, par che ogni altro spregi,
tanto nel bel voler si infiamma ognora.
E se destin mi alzasse in quella parte
ove Ippocrene versa il sacro fiume,
per cui grazia si acquista, ingegno et arte,
farei, di te cantando, tal volume,
che fusse il nome tuo per mille carte
memoria al mondo sempiterna e lume.