VII.

By Luigi Tansillo

Chiaro Ruscelli, il cui bel corso indarno

Tenta invidia turbar, morte por freno,

Antidoto secur contra il veleno

Letal di Lete, ond'io talor mi scarno,

Lodan vostra inclit'opra il Tebro, e l'Arno,

L'Apennin, l'Alpe, il mar d'Adria, e 'l Tirreno;

Ma più che l'acque illustri, e 'l bel terreno,

Il mio Vesevo, il buon Sebeto, e 'l Sarno.

Poi che a Donna, ch'ornò l'ardenti falde

A l'un di fior nascendo, a gli altri l'onda

Arse d'amor, sacrate eterno tempio;

Quai fur pietre giammai sì vive, e salde,

Come saran le carte, ove ei si fonda,

Contra i denti del tempo ingordo ed empio?