VII

By Niccolò Cieco

Viva virilità, florido onore,

providenza famosa, alta e gentile,

albergo singular d'ogni valore,

sommo disprezzator d'ogni esser vile,

d'intrinsica e d'istrinsica virtute

quanto conviensi al bellicoso stile!

L'ore sanza esercizio son perdute,

non mai nel cor gentil che le tien care,

per vere sperïenze al fin vedute.

Due cose singular son d'apprezzare

la fama e 'l tempo, onde el disio si muove

a dover frutto del car tempo trare.

Cose degne, leggiadre, altere e nuove

son ne' moderni, come ne' passati,

d'uomini valorosi e di lor pruove,

da rilevar gran fama e magni stati

negli speculativi sentimenti

e rendere onoranza agli onorati.

Virtù laudata cresce i suoi aumenti,

e le debite laude son cagione

di tener fermi i buon proponimenti;

per ogni buona efficace ragione

virtù si de' laudar, dov'ella regna,

e farla degna di riputazione.

L'animo, ch'a virtù si sforza e 'ngegna,

quel che n'è detto e quel ch'io ne replìco,

amore e brevità parlar ne 'nsegna;

ché si ricerca a pugnar col nimico

e ricredente far chi gli dispiace

la giovinil potenza e 'l senno antico.

Ma quando l'una e l'altra si conface,

giunte in un corpo e 'n un equal sustanza,

gemma legata in or sì ben non giace.

Antico senno e giovinil possanza,

maravigliose alla notizia nostra,

in ogni facultà ne dà speranza.

Quest'è singular dote a l'età vostra,

nell'animosità fondata e forte;

se c'è il saper, cogli effetti si mostra

le dote, che qua giù dal ciel son porte

per privilegio dell'uman contento,

divina voluntà, non fati o sorte.

Volendo far principio e fondamento

e mostrar per essempli manifesti

dal vostro aventuroso nascimento,

l'anima infusa ch'al mondo aducesti

al primo sacramento della fonte,

Francesco il nome che 'n Dio ricevesti;

pria che l'adolescenzia alzasse il fronte,

degno titol giugnendo al nome primo,

fusti nobilitato e fatto conte

al merito di grado alto e sublimo.

Non rimanendo il ciel contento a questo,

per quel che 'mmaginando penso e stimo

la strada aperta e l'intelletto desto

la 'nfluenza di Marte trovò in voi,

onde apparisce il suo moto più presto.

Ben fu cortese agli spiracol suoi

la magnanimità, che gliel consente

a mostrar che natura operi in noi.

Volse che d'un famoso e d'un valente

padre fusse figliuol che 'l patrizzasse,

all'orme di virtù sperto seguente,

acciò che l'essercizio innanzi andasse,

che ottenne la memoria sua felice,

e lasciar dopo sé chi 'l seguitasse.

Nasce il buon fior della buona radice,

non se ne cerca maggior guiderdone;

chi ben patrizza il buon figliuol si dice.

Or è da rimembrar quanta affezione

ebbe già a questa patria ed ella a lui.

Viva la fama a sua retribuzione,

ché può dir sempre: «I' sarò quel ch'i' fui»!

Né morrà mai il buon famoso grido

e, per dar parte a lei de' frutti sui,

signore, in questo cerchio, in questo nido

proporzionasti le membra ch'avete,

onde più vive amor sicuro e fido.

La patria, che di voi sempre ebbe sete,

l'amore e la speranza han fatto frutto

tal che, più che d'un padre, figliuol sète,

el primo, singulare, el colmo, el tutto,

quel ch'è in terra di Dio vicario vero,

alla Santità sua per figlio indutto,

per crescer più trïunfo e magno impero;

dignissimo, onorato e di gran pregio

gonfalonier dell'orto di san Piero,

fida speranza del sacro collegio,

senza sospetto di futur periglio

meritamente aver sì degno fregio,

con lieto giubilar d'un tanto figlio!

E poi due gran potenze ha 'l temporale,

favorevol d'aiuto e di consiglio;

così, signor, per queste vie si sale

sempre di bene in meglio, e chiar si vede

non che maggior, non aver 'Talia eguale.

Quella feconda, che fra l'onde siede

una col primo membro de' Toscani,

manderà innanzi la provata fede

veduta in voi. Qual più fra i 'Taliani

nell'arme si potrà far dir monarca

o qual maggior dominio ha nelle mani?

Magnifico ed illustro della Marca

nuovo marchese è gran parte del regno

sotto il sigil che così innanzi varca.

Altro titol s'aspetta al vostro segno,

el qual fu atribuito e consegnato

allo strenüo spirto e d'onor degno:

gran conestabol del regno onorato

è 'l primo officio apresso alla corona

e toccasi con man che v'è serbato,

perché succede in ispezial persona,

a vostra preminenza e signoria,

la cui virilità sempre è più prona,

seguendo la prudenza, che v'invia

con ogni virtüoso e buon compenso,

onde vostra virtù grandita sia.

Ed or, per via di dono over per censo,

senza nome di soldo, in libertade

è premïato il valor vostro immenso;

di grado in grado ha maggior dignitade,

qual si discrisse mai Magno Pompeo

pel senno e per la forza e per l'etade.

Quali i Numidi del lor buon Dioneo,

più nelle vostre virtù si confida

di Pier la sposa, e l'uno e l'altro leo.

Tanto sincero amor non si divida,

ch'è sufficiente da l'a infino al fio

a supplire ogni impresa, ogni diffida.

Ed una sclamazion si faccia a Dio:

«Qui giace il centro», volendo adempire

appien dell'uno e dell'altro il disio.

Quest'è il vivace effetto per venire

a tutta perfezion l'opere rette,

di ciò ch'è detto e ciò che si può dire:

che queste tre potenze sopradette

sappian con diligenzia conservare

le virtù vostre ne' lor petti strette;

e voi, signor, dal vostro canto fare

di conservarle e d'esser conservato

con un fidato e tenero abracciare.

E, se questo è, si può star dall'un lato

ogni contrario vento, ogni alterezza,

che macular cercasse il vostro stato;

e seguiranne onor, frutto e grandezza,

quattro simil potenze insieme miste

con un nodo d'amor pien di fortezza.

Ché, se 'l vigor dell'animo resiste,

il qual s'intende l'amor conservando,

ogni virtù nel conservar consiste,

favoreggiando, consigliando, amando,

e bere cordialmente ad una coppa.

Pel pelago, chi vuol, vada orzezzando,

ch'a voi ma' fia vietato il vento in poppa.