VII
Quand'io penso talvolta all'ultim'ora
che sciôr si dee dal mortal corpo l'alma,
sento ogni senso mio dentro che scalma
e l'alma allor propinqua ch'adolora;
ond'io meco: «Conviemmi, anzi ch'io mora,
d'ogni gravezza mia dipor la salma,
sì che dell'ottener l'etterna palma
più certo i' sia che di speranza fora».
E poi, rivolto a quella che 'n tormento
pensando è posta, dico: «Anima mia,
se vuoi che 'l tuo dolor in te sia spento,
fa' che tutta t'affigga e ferma stia
umil, devota, attenta in quel momento
nel glorioso Figliuol di Maria».