VII.

By Tullia d'Aragona

Signor, che con pietate alta e consiglio,

(onde tanto più ch'altro al mondo vali)

venisti a medicar gli antichi mali

del fiorito per te purpureo giglio;

io che scampata da crudele artiglio,

provo gli acerbi e ingiuriosi strali

quanto sian di fortuna aspri e mortali,

a te rifuggo in sì grave periglio;

e solo chieggo umil, che come l'alma

secura vive omai ne la tua corte,

da la vicina e minacciata morte,

cusì la tua mercè di ben n'apporte

tanto, che l'altra mia povera salma,

libera venga per le ricche porte.