VII

By Berardino Rota

Quando, per trar voi for del vivo inferno

de’ vostri sdegni, ond’è la vita mia

misera e sconsolata, Amor m’envia

dinanzi a voi, caro mio foco eterno,

«ché non ho io», con un sospiro interno

grido talhor, «voce sì dolce e pia

com’hebbe Orpheo?» Ché m’aprirei la via

contra il tenor d’ogni decreto inferno.

Poi ricorro a le lagrime, né quelle

ponno far sì che voi sempre qual sete

non siate, e ch’io non sia quel ch’esser soglio.

Ogni cosa può far forza di stelle,

ma non potrà voler quel ch’io più voglio:

tal Amor del mio sangue e tanta ha sete.