VII
Cantando un giorno d'Isotta la bionda,
mi ricordai di mia donna gioconda.
La qual mai non si parte dal mio core,
la immagine di sua gentil persona;
ornato ha il viso di sommo splendore.
Venere bella mai non l'abandona;
li dorati capelli Amor corona
di fiori e rose e gigli e verdi fronde.
Cantando un giorno d'Isotta la bionda,
mi ricordai di mia donna gioconda.
Traverso, una partita rosso e perso
adorna di mia donna sua figura.
Qual spandon gli augelletti ognun suo verso
in primavera alla fresca verzura,
tal fa questa mirabil creatura
vaga e adorna, leggiadra e feconda.
Cantando un giorno d'Isotta la bionda,
mi ricordai di mia donna gioconda.
Quando mi colse pria d'Amor lo strale,
vidila un giorno dilettoso e bello
con altre donne al Poggio Imperïale
fuor delle mura del vago castello.
Vidila poi presso a quel fiumicello
cantar, dove la Staggia batte l'onda.
Cantando un giorno d'Isotta la bionda,
mi ricordai di mia donna gioconda.
Nel castel vago, tra' due fiumicelli,
ballata bella, a mia donna dirai
novelle a me di le' portan gli augelli,
e l'altre donne ancor saluterai.
Vaga canzon, pel mondo n'anderai,
di mia donna cantando in ogni sponda.
Cantando un giorno d'Isotta la bionda,
mi ricordai di mia donna gioconda.