VII

By Giacomo Lubrano

Intumidito il sen d'umide foglie,

schivo di serpeggiar più verme in cuna,

si smunge, e svena, e le sue bave aduna,

per farne gaie in preziose spoglie.

O di vano sudore incaute voglie!

Mendico si pascea, ricco digiuna;

ed Istrion di apocrifa fortuna,

sotto le pompe sue vive a le doglie.

Tali del Mondo insan veggo l'usanze.

Fenomeni di luce, ombre d'essenze;

grandi accidenti in minime sostanze.

Niun riflette in tante trasparenze

che al Bello de le Vesti, e de le Stanze,

sbadiglian l'Arche, e fallan le Credenze.