VII

By Giovanni Berchet

La legge è bandita; la squilla s´è intesa.

È il dì de´ coscritti. Venuti alla chiesa,

fan cerchio, ed un´urna sta in mezzo di lor.

Son sette i garzoni richiesti al comune,

son poste nell´urna le sette fortune;

ciascun vi s´accosta col tremito in cor.

- Ma tutti d´Italia non son cittadini?

perché, se il nemico minaccia ai confini,

non vanno bramosi la patria a salvar?

- Non è più la patria che all´armi gli appella:

son servi a una gente di strania favella,

sottesso le verghe chiamati a stentar.

- Che vuol questa turba nel tempio sì spessa

quest´altra che anela, che all´atrio fa pressa,

dolente che l´occhio più lunge non va?

Vuol forse i fratelli strappar dal periglio?

ai brandi, alle ronche dar tutti di piglio?

scacciar lo straniero? gridar libertà?

- Aravan sul monte; sentito han la squilla;

son corsi alla strada; son scesi alla villa,

siccome fanciulli traenti al romor.

Che voglion? Del giorno raccoglier gli eventi,

attendere ai detti, spiare i lamenti,

parlarne il domani senz´ira o dolor.

- Ma sangue, ma vita non è nel lor petto?

del giogo tedesco non v´arde il dispetto?

nol punge vergogna del tanto patir?

- Sudanti alla gleba d´inetti signori,

n´han tolto l´esempio: ne´ trepidi cuori

han detto: - Che giova? Siam nati a servir.

- Gli stolti!... Ma i padri? - S´accoran pensosi,

s´inoltran cercando con guardi pietosi

le nuore, le mogli piangenti all´altar.

Sui figli ridesti coll´alba primiera

si disser beate... Chi sa se la sera

sui sonni de´ figli potranno esultar? -

E mentre che il volgo s´avvolta e bisbiglia,

chi fia quest´immota che a niun rassomiglia,

né sai se più sdegno la vinca o pietà?

Non bassa mai ´l volto, nol chiude nel velo;

non parla, non piange, non guarda che il cielo;

non scerne, non cura chi intorno le sta.

È Giulia, è una madre. Due figli ha cresciuto;

indarno! l´un dessi già ´l chiama perduto:

è l´esul che sempre l´è fisso nel cor.

Penò trafugato per valli deserte;

si tolse d´Italia nel dì che l´inerte

di sé, dei suoi fati fu vista minor.

Che addio lagrimoso per Giulia fu quello!

Ed or si tormenta dell´altro fratello,

ché un volger dell´urna rapire gliel può.

E Carlo dei sgherri soccorrer le file!

vestirsi la bianca divisa del vile!

fibbiarsi una spada che l´austro aguzzò!

Via via, con l´ingegno del duol, la tapina

travalica il tempo, va incontro indovina

ai raggi d´un giorno che nato non è;

tien dietro a un clangore di trombe guerriere,

pon l´orme su un campo, si abbatte in ischiere

che alacri dell´Alpi discendono al piè.

Ed ecco altre insegne con altri guerrieri,

che sboccano al piano per altri sentieri,

che il varco ai vegnenti son corsi a tagliar.

Là gridano: - Italia! redimer l´oppressa! -

qui giuran protervi serbarla sommessa:

l´un´oste su l´altra sguaina l´acciar.

Da ritta spronando si slancia un furente:

un sprona da manca, lo assal col fendente,

né svia da sé il colpo che al petto gli vien.

Bestemmian feriti. Che gesti! che voci!

La misera guarda, ravvisa i feroci:

son quei che alla vita portò nel suo sen.

Ahi! ratto dall´ansie del campo abborrito

s´arretra il materno pensiero atterrito,

ricade più assiduo fra l´ansie del dì.

Più rapido il sangue ne´ polsi a lei batte:

le schede fatali dall´urna son tratte.

Qual mai sarà quella che Carlo sortì?

Di man de´ garzoni le tessere aduna,

ne scruta un severo la varia fortuna,

determina i sette che l´urna dannò.

Susurro più intorno, parola non s´ode;

ch´ei sorga e li nomi, la plebe già gode,

già l´avido orecchio l´insulsa levò.

E Giulia reclina gli attoniti rai

sul figlio e lo guarda d´un guardo che mai

con tanto d´amore su lui non risté.

Oh angoscia! ode un nome... ; non è quel di Carlo

un altro ed un altro... ; non sente chiamarlo:

rivelan già il quinto... ; no, Carlo non è.

Proclamano il sesto... ; ma è figlio d´altrui;

è un´altra la madre che piange per lui.

Ah! forse fu invano che Giulia tremò.

Com´aura che fresca l´infermo ravviva,

soave una voce dal cor le deriva

che grazia il suo prego su in cielo trovò.

Le cresce la fede: nel sen la pressura

le allevia un sospiro; con men di paura

la settima sorte sta Giulia ad udir.

L´han detta...: è il suo figlio...; doman vergognato,

al cenno insolente d´estranio soldato,

con l´aquila in fronte vedrallo partir.