VII
A notar che ogni dì batte più lento
il core a me nel solitario petto,
e, più che posa il mar del sentimento,
mi s´illumina il ciel dello intelletto;
a veder che più viva ogni momento
m´arde la fantasia, tremo in sospetto
d´esser la face che al picchiar del vento
l´ultimo lampo suo manda più schietto.
E ben esser potria che, pellegrino
da qui più sempre, per fuggir di soli,
io fossi ad altri padiglion vicino,
più palesi al pensier, quando si spezza
l´urna che il chiude. Ma, comunque voli
l´ora al quadrante, m´è il cantar dolcezza.