VIII (177)
Onde per lei la terra in forme nuove,
E d'empietade e di viltà nemica,
Di magnanime sparsa inclite prove,
Vede risorta in sé la gloria antica,
Come avvien che s'adorne e si rinnuove
Umil selva palustre o piaggia aprica,
A cui d'intorno il Sol tepido muove,
E feconda vi spira auretta amica.
Ma qual, se pioggia impetuosa scende,
Di frondi spoglia i freschi rami e i fiori,
E sull'erbose vie cresce e si stende,
Tal, poiché morte acerba i suoi furori
Qui rivolti Vittoria a noi contende,
Perduto ha il Mondo i pregi suoi migliori.