VIII (8)
By Luca Contile
Vista, che nelle tenebre t'inveschi
per un vano splendor, per un baleno,
per una vil scintilla anzi assai meno
del poco sfavillar che d'un sasso eschi,
vista, che l'alma vaneggiando adeschi
e la nodrisci di dolce veleno,
e via la tolli dal suo bel sereno,
di te, quanto di lei fa ch'or t'increschi.
Perché tu sai ch'a paragon del pianto
che stillando da te le guance aggiela,
poco è 'l piacer, né senza doglia il senti.
Meglio adunqua ti fia lasciar da canto
l'oggetto d'un bel vano, ove si cela
la cagion del mio mal, de' miei lamenti.