VIII
I miei tanti aversari e tanto arditi,
Che 'l laccio cercan che mi stringe tanto,
E bramano di star, qual io sto, in pianto,
E d'esser, com'io son, da voi feriti,
Coi fitti cenni, et or d'amor inviti,
Che fan dinanzi al vostro aspetto santo,
La sua beltà seguendo in ogni canto,
Mia morte fian, se fian da voi graditi.
E se 'l cor vostro è vago di ferire,
Di stringer lacci, over del pianto altrui,
Me pianger faccia sol, stringa et impiaghi;
Ch'io son contento, pur ch'io sia qual fui
Vostro solo pregion, per voi servire
Preso, e ferito far degli occhi laghi.