VIII
Trasse da i raggi de' begli occhi ardenti
Gravido il cor nove dolcezze, e care,
Ma si sparser poi fora in voci amare,
E fur doglioso parto i miei lamenti;
Quindi nacquer d' affanni, e di tormenti
Mostri, che le mie doglie altrui fer chiare,
O s' al mal chiuso il pianto non fu pare,
Fur quasi aborti e nati insieme, e spenti:
Larga fonte sembrai, che 'n sé ripiena
Versa perpetuo humor, né toglie, o manca
Il corso eterno suo l' antica vena;
Sfogai piangendo, e 'n me non restò manca
La cagion de le lagrime, e la pena
Crebbe nel duol né scarsa mai, né stanca.