VIII
O sacra maestà , a Napol venni
col degno Guicciardin nostro oratore,
e come io ti mirai, mosso d'amore,
di compor questi versi non mi tenni.
Vidi la terra e senti' i gravi senni
d'ogni tuo eccellente consultore
tal che, pensando al tuo alto valore,
fatica in fabricarli non sostenni.
Stimo degni non sieno esser uditi
da' tuoi orecchi, o Rege Serenissimo,
ma vagliami l'amor qual so che porti
alla patria mia sì perfettissimo...