VIII
Piangete voi omai quanto conviense;
di lagrime farete fonti e rivi,
spirti gentil, poi che gli occhi divi
Morte crudel da voi gli tolse e spense!
E tu, fratel, con lagrime a ciò dense,
cagion non hai di pianger più que' vivi
lumi, de' quali or gli occhi tuo son privi,
ch'eran tuo sol, tuo speme e tua difensa.
Io per me piango e confortar vorrêti
con dirti ch'io la vidi in tanta pace
nell'urna entrar che ben parea dormire.
E con sì dolci risi in atti quieti
parea dicessi a tutti: «State in pace,
ch'al ciel, dove aspettata son, vo' gire».