VIII

By Iacopo d'Albizzotto Guidi

Per non voler lasciar questo trattato,

ché mi parebe far gran mancamento,

dirò di quelle cose c'ho trovato;

e qui farò 'l mio cominciamento,

seguendo entro 'l mio dir de ora in ora

insin ch'a tutto darò compimento.

Tre gentiluomin sempre vi dimora,

m'almen duo di lor v'è sempremai;

e 'l terzo el più del tempo sta di fuora

a ffar le lor facende, ch'è assai,

di provedere a quel che bisogna,

che son di grand'affanni, stu nol sai.

Non creder tu che lor menti si sogna

a praticar con tanti lavoranti

quanti v'è dentro, che cciascuno agogna

d'esser pagato di danar' contanti:

a questo sì v'è posto uno scrivano,

che tiene le ragion' di tutti quanti,

di tutti quei che lavoran di mano

e di chi vende loro alcuna cosa

fatto in Vinegia o in paese strano.

Per dare agli uficiali un poco posa

sì v'è 'l prottomaestro e l'armiraglio,

ché contro al lor parere niun non osa.

Troppo sarebe questo gran travaglio,

se' gentiluomin che vi son signori

avessino a sentir questo barbaglio.

Ma questi due son conducitori

di ciò che fa bisogno a·lavorare

in questa casa, e sono ordinatori.

Or fa bisogno, a volerti narare,

che i' ti dica ciascheduna parte

che 'n questa casa mi convien contare.

Come tu v'entri dentro a veder l'arte,

truovi una porta che serra un canale

d'acqua fondito che questa diparte;

quest'è sì grande e sì naturale

ch'ogni galia e ogni galïone

van fuori e dentro come a' signor' cale,

o altre fuste di che condizione

fosse bisogno per alcuna armata,

secondo ch'a' signori è suo intenzione.

Una gran casa prima s'è trovata

a man diritta, in su questo canale,

dove son di più fuste gran brigata,

le qual' non son da far bene né male,

ma stanno quivi per una memoria

'n manifestare la possa reale

ch'ebon costoro e lla gran vettoria

che conquistaron colli Genovesi,

che preson più galie della ca' Doria.

Non vo' però che questo dir ti pesi,

ché v'è dell'altre ch'i' non t'ho nomato,

acciò che ' tuo pensieri stiano accesi.

A voler ricercar ben ogni lato,

tu troverai sotto questa coverta

più fuste e brigantin', non t'ho contato.

Se va' più oltre per la via aperta,

alla man zanca vederai tal cosa

di che tuo mente sarà sempre certa:

più che trenta coverti, ove si posa

in ognun d'essi tutte in su ' cantieri

dov'una e due galie ch'è d'ogni cosa,

tutte compiute di ciò fa mestieri,

salvo a calcarle e poi impegolare

e darle el sevo, che sian più legeri.

Niun'altra cosa a lor manca di fare,

ma stanno quivi aspettare e bisogni,

come la Signoria vuol comandare.

Acciò che tu non creda ched io sogni,

più oltre v'è gran quantità di legni,

tutti al coperto, che son buoni a ogni

alberi da galie o d'altri ingegni,

ché non son lavorati e stanno quivi

per aspettare a che sarano degni.

Non creder tu ch'io ogni cosa scrivi,

perch'anche v'è di que' da fare antenne

che d'ogni lavorio tutti son privi,

ma iscorzuti come ciascun venne

dalla montagna, dove fûr tagliati:

e chi li ha qui condotti qui li tenne.

Or converrà che più oltre tu guati

intro 'l mezo 'l canale che i' t'ho detto:

son più di venti galie da mercati,

tutte scoperte e non sotto el tetto,

per aspettare l'anno ch'è a venire,

perché son buone e non hano difetto.

Un'altra volta converà lor gire

chi alla Tana, in Fiandra e chi a Baruti

e chi in Allessandria, secondo el partire.

Quivi non sono brigantini o lïuti,

ma tutte son galie da mercato,

galie sottili, ch'è tutte compiuti;

el numer d'esse già non t'ho narato,

ma i' vo' dire ch'è di tutte sorte:

son più che ccento, s'i' non sono errato.

Ancor mi resta a dir cose più forte:

gli ha in questa casa tanti galïoni,

arzilli da canal' c'hanno le porte,

che son come galie lor condizioni;

ed èvi molti ingegni di legname

con più difici di molte ragioni.

I' non vo' più tenerti in queste trame,

ma i' vo' ritornare ad altro lato

ov'è più barche fatte di corame,

e molti ponti, ciascun disnodato,

da far passare un fiume gran brigata

che in su' some ciascun s'è portato.

Più altre cose quivi sta serrata:

una gran munizion di bombardelle;

per maraviglia ciaschedun le guata.

E oltre a queste, v'è ancor di quelle

che gittan da cinquanta insino a cento

libre di pietra ciascheduna d'elle;

sonvi dell'altre da fare spavento

a ognun quando l'udisse scocare,

non ch'a provarle non saria contento;

di queste sì v'è, sanza anoverare,

una gran quantità di tal grandeza

con tutte cose che bisogna fare

a tal' bombarde di cotanta aspreza;

com'èn ballotte tutte di gran piera

viva, da rovinare ogni forteza.

E va' più oltre per questa riviera

di quel canale che i' t'ho contato

e truovi ingegni d'un'altra maniera:

sotto coverti ch'è da questo lato

dalla tuo man sinestra nell'entrare,

che son ben dieci, s'i' no·sono errato.

Quivi ha più cose, ch'a voler contare

ciascuna d'esse saria faticoso;

ma, stu se' savio, lo dè ben pensare.

Ma pur tra l'altre cose ch'i' vi chioso

e' v'è più di cinquemilia ballotte

di pietra da bombarde, a dire i' t'oso.

Non creder tu che sian di piere cotte,

ma tutte d'una pietra viva e dura

da rompere altro che tole e che grotte;

e voglion esser molte forte mura,

ch'una di quelle grosse ch'i' t'ho detto

no·ne facessi sùbito pianura.

Un'altra munizion sotto tal tetto

v'è, dove son gran' quantità di pali,

zappe e badili di ferro perfetto,

e altri ferri da far molti mali

da guastatori: manaie e ronconi,

secondo che bisogna a questi tali;

e altre cose di più condizioni,

che son lumer' da bruciar bozoladi,

da metter fuoco nell'abitazioni,

che fanno spesso a' villani e soldadi

quand'egli avessin ricevuto oltragio,

acciò che di tal fallo e' sian pagadi.

A me convien mutare altro viagio

e vo' tornare a dir d'un'altra parte

per dir di quelle cose ch'ancor sagio:

un gran coverto, questo si disparte

ove si fa di più ragion' mestieri

e di più lavorii e di più arte:

molti maestri v'è di balestrieri,

ch'aconcian le ballestri che son guasti,

lor corde e noci, e quale e tenieri.

Non vo' che questo dire sì tti basti:

e' v'è un sì gran numer di balestre,

s'i' lo dicessi più n'arebon asti.

E po' più oltre sotto due finestre,

e' v'è sì gran quantità d'armadure,

com'èn coraze ed elmi molto destre,

qua' son di ferro e chi d'acciaio più dure,

secondo che bisogna alla giornata

o per galie o per guardie di mure.

Di queste tali son sì gran brigata

d'elmi e celate e anco bacinetti

che basterebe a ogni grande armata.

E po' più oltre convien che ti metti

ov'è sì gran quantità di palvesi

con un san Marco dentro tutti netti,

che fan bisogno per molti paesi

c'hanno costoro, e poi per molte armate

che 'ntorno a' galïotti stanno stesi.

Anch'è più oltre, che stanno serrate,

sì gran quantità di casse e cassoni

che in un mese non sarian contate.

Tutte son piene di più verrettoni,

fatti e impennati e compiuti di ferri

d'ogni maniere e di più condizioni.

I' non vo' che tu creda che 'n ciò erri:

e' son sì grande el numero di questi

che bastarebono a far molte guerri.

A far degli altri vi son più maestri,

che chi fa l'aste e chi gli ha a impenare,

e chi lli ferra perché sian più presti.

Ma' non si fa altro che lavorare

in tutto l'anno di tal saettame:

grossi e minuti vi si convien fare.

Chi fa ferri d'acciaio saldi di rame,

e chi moschette e chi passatori

e altri ferri di diverse trame.

A questo far son più lavoratori

che fanno l'aste di remi spezati,

perché son secchi e a' lavor' migliori.

Non vo' tu creda che 'n questo si guati

per maserizia della Signoria

di tôr de' remi che sono avanzati;

ma i' ti giuro, per la fede mia,

che, oltre a questi, si fan come dico,

ne vien tanti di fuor ched è risia,

benché a dirlo no·mi curo un fico,

se tu no·mi credessi a mie parole,

né presti fede a quel che ti riprìco.

Non creder tu che i' ti dica fole,

ma egli è assa' più ch'i' non t'ho detto,

ed è più chiaro che non è el sole;

e credi quel ch'i' dico tutto netto,

ch'ad altro fare v'è sì gran brigate

che pure stanno sotto questo tetto.

In una sala grande è ordinate

più di sesanta donne a ricucire

tutte le vele che sono stracciate;

e più maestri vi sono a ordire

le vele nuove, che son di fustani

e canovacci e tele, a non fallire.

Non vo' che pel mio dir che tu tti strani

di creder quello che qui t'ho contato:

che tutti si lavoran con lor mani.

È questo luogo sì ben sitüato

'n luogo asciutto da salvare artimoni

e altre vele che quivi è portato.

Sì gran quantità v'è d'este ragioni:

cochine e terzeruole e più mezane

che son da galie grosse e galïoni,

ed altre galie di maniere strane,

secondo ch'acadesse al navicare:

di tutte v'è una gran quantitane.

Ad altro luogo mi conviene andare,

ove più genti stanno volentieri,

perc'hanno un lavorio d'un altro afare:

sonvi maestri che tutti è remeri,

lavoran remi di ciascuna sorta:

qua' viniziani e chi è forestieri;

e tutti quanti van per una porta

a lavorare in un grand'abituro

che di tal agio tutti si conforta.

E perché questo luogo sia sicuro

di lunge stanno dagli altri mestieri,

ché grande abitazione ha presso al muro.

La quantità ti dirò volentieri

di questi remi, che son sempre fatti

ben cinquemilia nuovi in su ' cantieri,

oltre a quegli altri che stanno disfatti

fuori a la piova, ché s'hano a conciare,

per le galie che a vogar sian atti.

El numer d'essi non ti vo' contare,

ma e' sono una sì gran quantitade

che gran briga sarebe a noverare.

Altre persone d'altre qualitade

son queste genti da metterli in groppa,

c'han poco senno e manco bontade:

non fan costoro se non torcer stoppa

ch'è da calcare d'ogni man navili,

ch'ogni gran quantità non è già troppa.

E son costoro genti tanto vili

che non meritan d'esser mentovati,

perché lor lavorier' non son sottili.

E anco vo' ch'a questo dir non guati:

egli v'è chi bolle sempre la pegola

per racconciare e navil' maculati.

Tutti costor son gente sanza regola,

ché son famigli da non mentovare,

ch'a lavorar ciascun sempre s'intrigola.

In altra parte mi convien tornare

e converami dir cose più gravi,

perché tal arte non vo' qui lasciare.

Molte fucine v'è co·molti favri

e qua' lavoran di più ferramenti,

che son pironi da congiunger travi

per far timoni e altri ordinamenti,

come sono caten', chiavi e pironi

e altri ferri per altri argomenti.

Fan molti aguti di più condizioni,

che son bisogno per fare ogni fusta

che lavorati son con gran' ragioni.

Sì gran romor fan questa gente frusta

che tti parebe esser ne l'inferno

a udir martellar con botta giusta.

Questi non restan di state e di verno

di lavorar d'ogni man ferramenti,

secondo che nella mente dicerno.

Son questi favri di tant'argomenti

che ogni ferro che ti fa mestieri

son lavorati con buon' sentimenti.

Èvi que' che lavoran volentieri

ferri da verrettoni e dardi e lance

di più ragioni e diverse manieri.

Non creder tu che io ti dica ciance

della gran quantità che fan costoro

di questi ferri da passar le pance.

E' mi convien contare altro lavoro

ch'è in sulla riva del canal che parte

el luogo dalle galie di costoro,

ove son ferri fatti con grand'arte.