X
Tutto père quaggiù. Divora il Tempo
l'opre, i pensieri. Colà dove immenso
gli astri dan suono, e qui dov'io mi assido,
e coll'aura che passa mi lamento,
del Nulla tornerà l'ombra e il silenzio.
Ma non l'intera Eternità potria
spegner la fiamma che non polsi e vene,
ma la sostanza spirital n'accese;
fiamma immortal, perché immortal lo spirto
entro cui vive, e di cui vive e cresce.
Quest'occhi adunque chiuderà di morte
il ferreo sonno, né potrà quel sonno
lo sguardo estinguer che dagli occhi uscìo.
Cesserà il cuor di palpitarmi in petto,
e il frale, che mi cinge, andrà nel turbo
della materia universal confuso;
ma incorruttibil dal corporeo fango,
come raggio dall'onda emergeranne
l'amoroso pensier, che tante in seno
faville mi destò, tanti sospiri.
Poiché dunque n'avrà pietoso il Fato
della spoglia terrena ambo già sciolti,
e d'altre forme andrem vestiti in altro
men scellerato e più leggiadro mondo,
noi rivedremci, o mio perduto Bene,
e sarà nosco Amor. Noi de' sofferti
oltraggi allor vendicheremo Amore;
né d'uomo tirannia, né di fortuna
franger potranne, o indebolir quel nodo
che le nostre congiunse alme fedeli.
Perché dunque a venir lenta è cotanto,
quando è principio del gioir, la Morte?
Perché sì rado la chiamata ascolta
degl'infelici, e la sua man disdegna
troncar le vite d'amarezza asperse?